Dal Sapiens arcaico infine discendono le due forme finali del genere Homo distinte tra di loro, il Neanderthal ed il Sapiens-Sapiens, entrambe originarie, con buona approssimazione, della zona Africana della Rift-Valley tra Kenia e Tanzania.  

Nella cartina dell’Africa orientale viene evidenziata la Rift-Valley, cioè quella spaccatura tettonica lunga oltre 5.000 Km. che è considerata, per le variazioni climatiche ed ambientali che ha prodotto, la causa principale della pressione evolutiva che ha portato dai primati agli ominidi.

Nelle immagini che seguono vengono mostrate in successione le tipologie degli Ominidi, reperti, ricostruzioni e comparazioni delle specie, migrazioni e aree occupate quali risultano da fossili o altre tracce ritrovate nelle località stanziali.  

     

La data di nascita delle due ultime sottospecie, Neanderthal e Sapiens-Sapiens, è abbastanza incerta con l’unico dato sicuro che i neanderthaliani, comparsi nel bacino del Mediterraneo tra 150 e 250.000 anni fa, hanno preceduto i sapiens-sapiens di parecchi millenni.

Sull’origine di questi ultimi sono state avanzate due ipotesi. La prima ne stima la comparsa da un ceppo ancestrale situato, come si è detto, in Africa orientale, la seconda ipotizza che il sapiens-sapiens abbia avuto una origine multiregionale evolvendosi dall’erectus.  

     

Recenti analisi del DNA mitocondriale eseguito su alcuni campioni delle diverse razze odierne hanno evidenziato differenze così modeste da convincere gli studiosi che l’origine derivi da un gruppo molto ristretto di femmine (non più di poche decine) che si fa risalire a circa 200.000 anni fa, originario della zona della Rift Valley, escludendo l’ipotesi dell’origine multiregionale .

Questa ipotesi, che riporta i risultati di uno studio dei ricercatori dell’Università di Uppsala, pare al momento la più accreditata nel consesso degli antropologi. Uno studio di Marcus W. Feldman (Stanford University) e Lev A. Zhivotovsky (Russian Academy) ha invece cercato di datare con analoghe analisi sul DNA la prima emigrazione umana di massa e il numero totale dei nostri antenati concludendo che abbiano compiuto il loro primo viaggio fuori dall'Africa circa 70 mila anni fa e che la loro popolazione non superava allora i 2.000 individui.  

In Europa, dove erano stanziati i Neanderthaliani meglio adattati al rigido clima dell’ultima glaciazione di Würm, i Sapiens-Sapiens sono arrivati solo tra 50 e 40.000 anni fa, probabilmente durante un periodo interglaciale, mentre nell’Africa settentrionale e meridionale o nel Medio Oriente avevano cominciato a migrare molto prima. Le loro tracce più antiche, secondo le stime di alcuni studiosi, non vanno però oltre i 90.000 anni fa.

Nella cartina sono indicati i flussi migratori dei Sapiens-Sapiens con l’indicazione delle epoche di occupazione di nuovi territori.

Sono opportune alcune precisazioni a proposito di queste migrazioni che non hanno mai riguardato grosse popolazioni né coperto grandi distanze. Si trattava solo dello spostamento di gruppi piccolissimi, composti da qualche decina o, più raramente, di qualche centinaio di individui che si muovevano coprendo distanze di pochi Km. all’anno all’inseguimento di prede o alla ricerca di Habitat migliori. La diffusione su ampi territori è avvenuta nel corso di millenni ed in quanto al fatto che abbiano attraversato anche bracci di mare estesi occorre ricordare che durante le glaciazioni il livello dei mari e degli oceani era di 80, 100 metri inferiore all’attuale scoprendo vaste lingue di terra che congiungevano o ravvicinavano le isole.

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