di Aldo Piana

    

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Le ricerche condotte nel campo della paleoantropologia e dell’antropologia fisica, che indagano l’origine dell’uomo fornendoci un quadro dell’evoluzione della nostra specie che comincia ad essere abbastanza completo, lasciano tuttora inesplorato il tratto che separa la antropologia fisica dalla antropologia culturale.

In altri termini non è ancora possibile comprendere come l’uomo moderno abbia potuto sviluppare quella civiltà che l’ha portato in un tempo brevissimo al livello socio-culturale attuale. Possiamo soltanto tentare di ricostruirne il percorso raggruppando i pochi indizi disponibili e raccordando le ipotesi formulate per motivare singole caratteristiche strutturali, fisiche o psichiche, dell’uomo.

Vediamo innanzi tutto quale appare il percorso evolutivo della specie secondo le scoperte avvenute nel campo dell’antropologia fisica.

Base documentale dell’antropologia fisica sono i fossili che possono formarsi solo in circostanze molto particolari. Nell’immagine sono elencati  i processi che consentono la conservazione dei reperti di origine organica mentre nell’immagine che segue sono illustrati i passaggi necessari alla fossilizzazione.

   

Ne consegue che i fossili sono molto rari, spesso in cattive o pessime condizioni che rendono conto delle difficoltà che incontrano i paleontologi prima per trovarli e poi per ricomporli, e l’origine delle incertezze interpretative dei reperti. In molti casi sono di aiuto, per determinare epoca e specie di provenienza, gli attrezzi e gli strumenti litici rinvenuti accanto ai siti dove i fossili sono stati ritrovati o le tracce di vario genere lasciate nei ricoveri stanziali.

Fino a qualche decennio fa l’albero genealogico dell’Uomo veniva indicato con la successione: Homo habilis (discendente dall’australopithecus) - Erectus – Neanderthal – Sapiens.

Nelle immagini vengono mostrate in successione le ipotesi degli apparentamenti e delle successioni degli ominidi, da quella più datata alle più recenti.

Successivi ritrovamenti di fossili che non rientrano nelle sottospecie indicate mostrando caratteri morfologici diversi, hanno ampliato la famiglia dell’uomo con il Rudolfensis, considerato da alcuni una forma finale dell’Habilis e da altri contemporaneo di questo, cui segue l’Ergaster che sembra derivi da questo. Il cespuglio evolutivo dell’uomo si è poi arricchito di altri rami, come ad esempio i Paranthropus, che non si riesce comprendere come siano collegati agli altri, quali ascendenze e quali discendenze abbiano avuto.

Dall’Ergaster deriverebbe poi l’Erectus e, successivamente, l’Heidelbergensis, comparso circa 600.000 anni fa, considerato una forma evoluta dell’Erectus, primo rappresentante dell’Homo sapiens arcaico.

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